Bon Jovi - Burning Bridges (2015) [MT]seeders: 9
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Bon Jovi - Burning Bridges (2015) [MT] (Size: 110.46 MB)
Description
Bon Jovi - Burning Bridges (2015)
Titolo album: Burning bridges Artista: Bon Jovi Anno: 21 agosto 2015 Durata: 40 minuti e 22 secondi Genere: Rock Dischi: 1 Tracce: 10 Produttore: John Shanks, Jon Bon Jovi Etichetta: Mercury Records Tracklist: 01 - A Teardrop To the Sea 05:07 02 - We Don't Run 03:17 03 - Saturday Night Gave Me Sunday Morning 03:23 04 - We All Fall Down 04:05 05 - Blind Love 04:48 06 - Who Would You Die For 03:54 07 - Fingerprints 05:58 08 - Life Is Beautiful 03:22 09 - I'm Your Man 03:44 10 - Burning Bridges 02:44 Recensione: I “break-up album” sono un genere consolidato. In fondo il rock è rabbia e catarsi, quindi quale miglior motivo della fine di una relazione per scrivere una canzone o un disco intero? E, alla fine, i contratti discografici sono come le storie d’amore, seppure con altre motivazioni: in alcuni casi durano tutta la vita, magari sembrano eterne e durano qualche anno, oppure si consumano nel giro di una notte (o un disco) e implodono. I Bon Jovi sono stati “sposati” con la Mercury per 32 anni: la loro intera carriera. Pazienza che oggi quella non sia più una vera etichetta, ma un marchio/divisione parte della Island, a sua volta parte di Universal. E la canzone che dà il titolo al disco dice: "Dopo trent'anni di lealtà, non ti hanno lasciato che scavarti la fossa / Adesso è meglio imparare a cantare e suonare da soli / Beh, ti darò comunque metà delle edizioni / Tu sei la ragione per la quale ho scritto questa canzone”, mentre in “We don’t run” canta: “Non ho paura di bruciare ponti, perché mi illuminano la strada”. Più diretti di così. Jon Bon Jovi ha provato a presentare “Burning bridges” come “un album per i fan”: canzoni scritte nel passato (una, “Saturday night gave me sunday morning”, porta ancora la firma di Richie Sambora, che se n’è andato dal gruppo dopo uno psicodramma, l’anno scorso: questo è il primo album senza di lui), recuperate e reincise. Un disco che accompagnasse il tour nell’est asiatico, una sorta di “Bootleg ufficiale”: lo sottolinea anche la copertina, una semplice busta di carta con scritta a mano, che ricorda non poco la grafica da “white label” usata dagli U2 per la prima versione di “Songs of innocence”. Il fatto è che “Burning bridges” è un disco inciso e diffuso esplicitamente per terminare il contratto con la Mercury, che evidentemente aveva diritto ancora ad una raccolta di inediti, non ad un semplice "best of". Anche questa è prassi: in Italia si narra di un gruppo che per terminare il proprio contratto consegnò un disco strumentale e rumoristico. Finì in causa. Invece, nonostante la rabbia, Bon Jovi hanno dato alla Mercury/Universal un disco vero, o quasi. Ascoltando “Burning bridges” si ha comunque la sensazione che non sia un disco "regolare" (quello arriverà nella primavera 2016, dicono). Ma non pensate ad una manciata di canzoni di serie B: se il brano più esplicito, “Burning bridges” è in realtà un folkettino allegro senza arte né parte, “Saturday night gave me sunday morning” e “We don’t run” sono classic inni alla Bon Jovi (meglio il primo: “We don’t run suona un po’ troppo prodotta e pompata). Non mancano i momenti più intimisti (le quattro canzoni centrali, da “Blind love” a “Fingerprints”). Insomma: “Burning bridges” non è il disco che vi farà cambiare idea sui Bon Jovi, ma non è neanche un disco rafazzonato, messo assieme in quattro e quattr’otto per obblighi contrattuali, come le storie girate potevano far presegire. Va bene fare i dispetti alla casa discografica, ma non puoi prendere in giro i tuoi fan: i Bon Jovi sono dei gran professionisti, e si sente, anche qua. Related Torrents
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